Rajeev Badhan porta al Teatro Filodrammatici la sua ultima creazione che definisce come “un potentissimo affresco femminile tanto spirituale, quanto fisico e violento, dove riaffiora un tempo di guerra che ritroviamo più che mai ancora nell’oggi”. Dai Balcani alle sponde del Mediterraneo tre capitoli di una stessa storia, tre universi femminili che si fondono attraverso tecnologie differenti. Storie di violenza e martirio, “tre canti per voce e tempesta” in cui vediamo protagoniste le bravissime Elena Strada, Sofija Zobina ed Isabella Nefar . Nel Primo Canto è la figura ispirata alla mistica Angela da Foligno, un’evocazione dell’estasi della fede e del tormento del corpo dove la voce si trasfigura in luce e suono. Nel Secondo Canto, una donna kosovara sopravvive a una guerra. Nel Terzo Canto, una palestinese, trova nel sacrificio una forma di santità.
Badhan compone uno spettacolo potente, una riflessione sulla santità, sulla violenza e sull’ identità femminile in un mondo che consuma.
Ideazione, regia, video, luci e musiche e programmazione
Rajeev Badhandrammaturgia
Massimo Sgorbanicon
Elena Strada, Sofija Zobina e in video Isabella Nefarassistenti alla regia
Harbans Badhan e Alberto Baraghiniproduzione esecutiva
Rajeev Badhanassistente tecnica
Caterina Donadelfotografa di scena
Elisa Calabreseproduzione
SlowMachinecon il sostegno di
Ministero della Cultura-
«Le parole divengono un flusso con effetto a canone fuse nell’esperienza visiva e sonora, l’ingrediente salino di un pathos indelebile che raggiunge l’anima dell’osservatore ed è foriero di una disvelata autenticità del dolore. Immagini e suoni sono parte della drammaturgia prodotta sul palco, le diverse entità espressive si correlano nell’identificare la semantica del fluxus performativo. Lo spettacolo di Rajeev Badhan non può dunque lasciare indifferenti.»
CLAUDIO ELLY – PUNTO E LINEA MAGAZINE
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«Rajeev Badhan procede la sua indagine sui conflitti interiori e spirituali, ma lo fa attraverso una prospettiva dichiaratamente femminile,[…]“Causa di Beatificazione” non offre risposte, offre una domanda insistente sulla natura del sacrificio e sul bisogno umano di trasformare il dolore in senso. Ed è proprio in questa domanda che il teatro trova la sua necessità d’essere, lasciare allo spettatore il senso di dover pensare, ragionare a fine spettacolo.»
EDOARDO GARIDELLI – NORDESTNEWS
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«Il pezzo più duro, ‘Causa di beatificazione’ di Rajeev Badhan, con il monologo finale dove una giovane attrice persiana interpreta la prima donna kamikaze palestinese.»
IL FATTO QUOTIDIANO




