L’Impero è al collasso. La vecchia Roma, caput mundi dell’Occidente, non sa più quali storie raccontarsi.
Un nuovo Kaiser, disinibito, scandaloso, venuto dai confini dell’Imperium, vuole distruggere le diseguaglianze e i pregiudizi per forgiare un mondo nuovo. È il 218 d.C., ed Eliogabalo ascende al soglio di Roma Imperiale.
Nel suo imperio dovrà scontrarsi con paramilitari, senatori ubriachi di Chardonnay, CEO forti coi deboli e deboli coi forti, e un’oscura presenza che si credeva sopita, che prospera nel sangue, nel suolo, e — soprattutto — nella paura.
In una Roma a un tempo antica e contemporanea, crasi straniata di presente e passato, la storia di Eliogabalo si ripeterà come non è stata mai vista finora.
Sestio Vario Avito Bassiano, meglio conosciuto come Eliogabalo, fu Imperatore di Roma dal 218 al 222 d.C. Un princeps atipico, che nel corso del suo brevissimo impero tentò di rivoluzionare completamente le istituzioni e la cultura di Roma.
La sua figura si può descrivere con una serie di contraddizioni schizofreniche: autocratico e accentratore nella gestione del potere, ma difensore dei deboli, di sex worker, di minoranze sessuali e religiose; irriverente nei confronti di tutte le religioni, eppure sincero credente il cui sogno era unire tutte le diverse fedi dell’Impero (comprese quella ebraica e quella cristiana) in un unico culto; a tratti sadico e a tratti misericordioso; in certi momenti uomo, in altri donna.
Ottenute le redini dell’Impero — un sistema inerentemente ingiusto, predatorio, discriminante — cercò di adeguare le istituzioni alla vita reale della gente, di dare voce ai più deboli: fu proprio allora che l’antica belva del conservatorismo patriarcale romano, sentendosi minacciata, rialzò la testa e lo colpì a morte.
Era un giovane dalle grandi idee, e per questo non gli fu permesso di diventare vecchio: a quattordici anni salì sul trono, e a diciotto fu assassinato dalle sue stesse guardie del corpo in un bagno pubblico, per poi essere gettato nel Tevere.
Lo spettacolo ELIOGABALO! è una riscrittura, epica e straniata, degli anni d’impero di Eliogabalo, ambientati in una Roma moderna e sincretica.
In questo periodo di guerra culturale, dove idee e parole di matrice autoritaria e fascista non sono più così tanto tabù, e libertà individuali fondamentali sono sempre più messe in discussione, la storia di Eliogabalo ritorna più attuale che mai.




